Il presidente del Senato interviene a Ragalna sul futuro della maggioranza e sul ruolo di Futuro Nazionale. Il partito dell’ex generale oscilla tra il 5% e il 7,2%, ma per La Russa la coalizione non deve inseguirlo. Attacchi anche a Report.
“Il centrodestra avrà i numeri per battere la sinistra, a prescindere da Roberto Vannacci”. Ignazio La Russa prova a ridimensionare il peso politico del partito dell’ex generale, mentre gli ultimi sondaggi attribuiscono a Futuro Nazionale consensi ormai paragonabili, e in alcune rilevazioni superiori, a quelli della Lega.
Il presidente del Senato è intervenuto domenica 16 agosto 2026 a Ragalna, in provincia di Catania, durante la quinta tappa di Bar Italia, il tour estivo organizzato da Fratelli d’Italia con lo slogan “La destra non si ferma d’estate. Serviamo fatti, non chiacchiere”.
La Russa ha affrontato diversi temi, dalla tenuta del Governo Meloni alla legge elettorale, passando per immigrazione, premierato, Ponte sullo Stretto e caso Report. Il passaggio politicamente più rilevante ha riguardato però i rapporti con Vannacci.
La Russa: “Il centrodestra non deve inseguire Vannacci”
Secondo il presidente del Senato, la coalizione di Governo deve continuare lungo la propria strada senza modificare linea e programma per cercare un accordo con Futuro Nazionale.
“Il centrodestra ha sempre saputo fare sintesi”, ha dichiarato La Russa, indicando nella legge elettorale l’unico vero “incidente di percorso” della maggioranza e assicurando che le divergenze potranno essere recuperate.
La Russa ha quindi accusato Vannacci di avere scelto autonomamente di allontanarsi dalla coalizione: “Lui ha deciso di uscire dal centrodestra, votando in diverse occasioni con la sinistra”.
Futuro Nazionale, nato nel febbraio 2026 dopo la rottura dell’ex generale con la Lega di Matteo Salvini, non fa attualmente parte della maggioranza. Il movimento occupa uno spazio politico alla destra di Fratelli d’Italia e contesta il Governo su immigrazione, rapporti con l’Unione europea, aiuti all’Ucraina e spese militari.
Per La Russa la priorità deve rimanere la continuità del progetto avviato nel 2022. “La stella polare della destra deve essere il bene dell’Italia”, ha affermato, invitando a mettere a frutto la credibilità internazionale conquistata, a suo giudizio, da Giorgia Meloni.
“Non per forza bisogna inseguire le velleità, ma bisogna fare le cose giuste. La coerenza deve essere la nostra strada maestra”, ha concluso.
Quanto vale Futuro Nazionale negli ultimi sondaggi
Le rilevazioni pubblicate prima della pausa estiva offrono risultati differenti, ma concordano su un dato: Futuro Nazionale ha ormai superato la soglia di sbarramento e può incidere sugli equilibri tra le coalizioni.
La Supermedia AGI-YouTrend, elaborata il 30 luglio ponderando i sondaggi di Demopolis, Emg, Ipsos, Swg e YouTrend, attribuisce al partito di Vannacci il 7,1%, in crescita di 0,6 punti in due settimane.
Nella stessa elaborazione Fratelli d’Italia è al 26,7%, Forza Italia all’8% e la Lega al 5,9%. Futuro Nazionale risulterebbe quindi davanti sia al Carroccio sia ad Alleanza Verdi e Sinistra, stimata al 6,4%.
Il sondaggio Swg diffuso il 3 agosto assegna a Vannacci il 7,2%, appena due decimali sotto Forza Italia, al 7,4%, e nettamente sopra la Lega, ferma al 5,5%.
Altri istituti rilevano però valori inferiori. Noto Sondaggi stima Futuro Nazionale al 5%, mentre una rilevazione Ipsos riportata all’inizio di agosto lo colloca al 3,6%.
Le differenze dipendono dal campione, dal metodo di raccolta, dalla formulazione delle domande e dalle alleanze presentate agli intervistati. Un sondaggio non rappresenta una previsione certa del risultato elettorale, ma una fotografia delle intenzioni di voto in un determinato momento.
Senza Vannacci il centrodestra può davvero vincere?
La convinzione espressa da La Russa non coincide automaticamente con l’aritmetica delle ultime rilevazioni. Nella Supermedia di fine luglio, il centrodestra composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati raggiunge il 41,6%.
Il campo largo, comprendendo Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa, viene stimato al 44,3%. Futuro Nazionale, considerato separatamente, vale il 7,1%.
Questo non significa che il centrosinistra vincerebbe necessariamente le elezioni. Il risultato dipenderebbe dalle alleanze effettivamente presentate, dalla legge elettorale in vigore, dalla distribuzione territoriale dei voti e dal comportamento degli indecisi.
La nascita del partito di Vannacci pone comunque un problema strategico a Giorgia Meloni. Accoglierlo nella coalizione potrebbe rafforzare il dato complessivo della destra, ma rendere più difficile il rapporto con gli elettori moderati e con Forza Italia.
Lasciarlo fuori, invece, potrebbe dividere i voti dello stesso bacino politico. Alcune simulazioni mostrano che l’ingresso di Futuro Nazionale nel centrodestra permetterebbe alla coalizione di superare il campo largo, mentre una corsa separata renderebbe la sfida più incerta.
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L’attacco di La Russa a Report e il nodo del Ponte sullo Stretto
Durante l’incontro siciliano La Russa è intervenuto anche sul programma d’inchiesta di Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci. “Report va cambiato, non eliminato”, ha dichiarato il presidente del Senato.
Secondo La Russa, il programma avrebbe dedicato solo una quota minima delle proprie inchieste al principale partito della sinistra. Il giornalismo investigativo, ha aggiunto, dovrebbe operare “a 360 gradi” e non diventare uno strumento di attacco politico.
Le dichiarazioni hanno provocato la reazione del Movimento 5 Stelle, che ha contestato l’intervento della seconda carica dello Stato sui contenuti di una trasmissione del servizio pubblico.
Nel dibattito è entrato anche il caso che coinvolge Valter Lavitola, che ha ammesso di avere organizzato l’attentato compiuto nell’ottobre 2025 davanti all’abitazione di Ranucci. Non risultano elementi investigativi che dimostrino una conoscenza preventiva del piano da parte del giornalista.
La Russa ha infine ribadito la centralità delle infrastrutture e del Ponte sullo Stretto nell’agenda del centrodestra. Sul progetto restano aperte questioni economiche, amministrative e giudiziarie, ma Fratelli d’Italia continua a considerarlo un’opera strategica per collegare stabilmente Sicilia e Calabria.
Dall’incontro di Ragalna emerge così una linea precisa: sostegno al Governo Meloni, nessuna rincorsa a Vannacci e difesa dell’identità politica della coalizione. I sondaggi, tuttavia, mostrano che Futuro Nazionale è già diventato un interlocutore difficile da ignorare in vista delle elezioni del 2027.









