Articolo
Testo articolo principale

Via libera del Consiglio dei ministri alla revisione: sanzioni ridotte, stretta sui veicoli senza assicurazione e novità per il trasporto professionale. Escluse la patente B a 17 anni e le multe ai pedoni che attraversano con lo smartphone.

Il nuovo Codice della strada 2026 compie un passaggio nell’iter di revisione con il via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre. Il testo, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo il confronto con operatori e associazioni, punta a semplificare alcune procedure e a rafforzare le misure contro i comportamenti pericolosi.

Tra le novità annunciate figurano importi delle multe arrotondati al ribasso, interventi sulle minicar modificate, targhe personalizzate e un nuovo limite anagrafico per il trasporto professionale.

Il primo chiarimento riguarda però l’applicazione: il via libera governativo allo schema non equivale all’immediata entrata in vigore di tutte le disposizioni. Per conoscere le regole operative bisognerà fare riferimento al testo conclusivo, alla pubblicazione e alle decorrenze previste.

La revisione va inoltre distinta dalla riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024, che costituisce un precedente intervento sul Codice. 

Un secondo punto interessa chi cerca informazioni sulla “patente fino a 65 anni”: non è annunciato un limite generale di questa natura per guidare un’automobile. Le modifiche sull’età riguardano il trasporto professionale, mentre per la patente B restano fondamentali rinnovo e idoneità alla guida.

Patente: niente guida a 17 anni, novità per camion e autobus

La proposta di consentire la patente B a 17 anni, presente nella fase iniziale del confronto, è stata eliminata dal testo presentato dal Ministero. È stata rimossa anche la proposta di sanzionare i pedoni che utilizzano lo smartphone durante l’attraversamento. 

Per il trasporto professionale, il MIT annuncia invece l’innalzamento a 70 anni del limite anagrafico relativo alle patenti del gruppo 2: C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, con verifica biennale. Le condizioni precise andranno lette nella disciplina definitiva. 

Questo intervento non introduce una scadenza generale della patente automobilistica a 65 o 70 anni.

Secondo le informazioni aggiornate del MIT, le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE si rinnovano normalmente ogni 10 anni fino a 50 anni, ogni 5 anni fino a 70, ogni 3 anni fino a 80 e ogni 2 anni dopo gli 80, ferma restando la valutazione dell’idoneità. 

Il testo prevede inoltre di superare l’obbligo di portare con sé patente e documento di circolazione quando le verifiche possono essere effettuate telematicamente.

La semplificazione annunciata non deve essere interpretata come un’autorizzazione immediata a lasciare i documenti a casa: occorre attendere le disposizioni applicabili e verificarne condizioni ed eventuali eccezioni.

Multe, assicurazione e minicar: le misure annunciate

La revisione interviene sugli importi delle sanzioni più comuni. Secondo il quadro illustrato dal Ministero, i minimi di 26 e 42 euro vengono portati rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelli di 83 e 87 euro scendono a 80 euro.

È prevista anche la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. L’arrotondamento riguarda gli importi indicati e non significa che ogni violazione diventi meno onerosa.

Per i comportamenti considerati più pericolosi, l’impostazione è diversa. Il MIT annuncia il divieto di marcia a tempo indeterminato per chi circola senza assicurazione, nell’ambito delle nuove misure di contrasto. 

Una stretta riguarda le minicar alterate, spesso modificate per superare il limite di 45 km/h previsto per i quadricicli leggeri. Il testo aggiunge un divieto di marcia di 30 giorni alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione.

Sul fronte dei controlli a distanza, il Ministero indica inoltre un termine di 45 giorni, anziché 90, per la notifica dei verbali da parte dei Comuni nei casi previsti senza contestazione immediata.

Per gli automobilisti sarà importante verificare il campo di applicazione della nuova disposizione: non va presentata come una riduzione già operativa e indistinta dei termini per qualsiasi multa. La data della violazione e le norme applicabili restano elementi decisivi.

Bollo auto 2027, scontro nelle Marche sulle coperture: Cesetti chiede chiarezza alla Giunta

Targhe, due ruote e contrassegno disabili: cosa resta da definire

Il testo introduce la possibilità di richiedere targhe personalizzate, con una successione dedicata di caratteri alfanumerici. Modalità, combinazioni ammesse e procedure dovranno essere verificate nelle disposizioni applicative.

Per le due ruote sono annunciati casco e contrassegno per i cicli a propulsione, da distinguere dalle normali biciclette a pedalata assistita. La definizione tecnica del mezzo è essenziale: non basta chiamarlo “bici elettrica” per individuarne gli obblighi.

La revisione contempla anche l’utilizzo della corsia di emergenza da parte dei motociclisti in determinate situazioni di incidente o rallentamento, insieme a interventi sulle barriere di protezione. Questa previsione non autorizza oggi un uso generalizzato della corsia: condizioni e limiti richiedono il testo operativo.

Per i monopattini, viene annunciato il divieto di circolazione quando costituiscono intralcio o pericolo per i pedoni.

Un altro capitolo riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo, CUDE. Il progetto prevede l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma nazionale, per agevolarne il riconoscimento e ridurre le richieste separate di autorizzazione agli accessi. 

Sono previste infine misure sul recupero delle sanzioni non pagate dagli utenti stranieri e sulla copertura assicurativa nei casi indicati dal nuovo testo.

Per cittadini e professionisti, il prossimo passaggio è quindi conoscere versione definitiva e decorrenze. Le novità annunciate delineano la revisione, ma le decisioni quotidiane alla guida devono basarsi sulle regole effettivamente in vigore.

TAG: , , , , , , , , ,