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Il Comune dispone confinamento e divieto delle attività che potrebbero movimentare i materiali o disperdere fibre. La riqualificazione proseguirà secondo le prescrizioni del Servizio sanitario competente e dell’ordinanza sindacale.

ASCOLI PICENO – Una presenza limitata di frammenti contenenti amianto è stata individuata in una zona circoscritta del sito Ex Gioli, durante le attività di cantiere e le verifiche successive ai precedenti interventi di bonifica. Il ritrovamento ha determinato l’adozione di un’ordinanza sindacale con ulteriori misure di protezione.

Il provvedimento dispone il mantenimento dell’interdizione dell’area, il confinamento e il divieto di eseguire attività che possano comportare la movimentazione dei materiali contenenti amianto o la dispersione di fibre. Prevede inoltre l’obbligo di effettuare gli interventi necessari di bonifica, rimozione e corretto smaltimento.

Secondo il Comune, il materiale è stato segnalato tempestivamente agli enti competenti, che hanno indicato le misure da adottare per completare le operazioni nel rispetto delle procedure di sicurezza.

L’amministrazione riferisce che la situazione è costantemente monitorata e che le attività proseguiranno secondo le specifiche tecniche del Servizio sanitario e le disposizioni dell’ordinanza.

La comunicazione riguarda quindi una criticità localizzata emersa durante i controlli. Non contiene risultati di misurazioni delle fibre nell’aria né una valutazione quantitativa dell’eventuale esposizione: il ritrovamento, da solo, non permette di ricostruire questi aspetti.

Cosa prevede l’ordinanza per il cantiere Ex Gioli

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Il primo intervento è il mantenimento dell’interdizione dell’area interessata, accompagnato dalle misure di confinamento. L’obiettivo è separare la zona nella quale sono stati individuati i frammenti e disciplinare le attività che possono svolgersi al suo interno.

Il divieto riguarda espressamente le lavorazioni che potrebbero movimentare i materiali contenenti amianto o disperdere fibre. Le operazioni necessarie alla bonifica devono invece essere eseguite attraverso le procedure previste e secondo le indicazioni tecniche competenti.

Questa distinzione è importante: l’annuncio della prosecuzione della riqualificazione non significa che ogni lavorazione possa continuare senza limitazioni. Gli interventi devono rispettare i vincoli imposti per gestire il materiale rinvenuto.

La sequenza indicata dal Comune comprende bonifica, rimozione e smaltimento, con il coinvolgimento degli enti ai quali è stata segnalata la presenza dei frammenti.

Il comunicato non specifica quantità, composizione dei materiali, numero dell’ordinanza o calendario degli interventi. Non consente quindi di stabilire una data per la conclusione delle ulteriori operazioni.

L’informazione centrale per cittadini e lavoratori è che l’area resta soggetta a restrizioni e prescrizioni. Gli eventuali aggiornamenti dovranno chiarire l’avanzamento della bonifica e le condizioni per le successive attività.

Il testo dell’avviso è consultabile sul sito ufficiale del Comune di Ascoli Piceno.

Amianto e dispersione di fibre: perché servono precauzioni

L’amianto è un materiale fibroso utilizzato in passato in numerosi prodotti industriali ed edilizi. L’Italia ne ha vietato l’impiego con la legge 257 del 1992, ma materiali che lo contengono possono essere ancora presenti in edifici e siti da recuperare. 

Il rischio sanitario è legato all’inalazione delle fibre. L’INAIL spiega che la loro dispersione può essere favorita dal deterioramento dei materiali e dalle azioni che li disturbano, comprese le lavorazioni meccaniche. 

Per questo il divieto di movimentazione e le misure di confinamento hanno una funzione concreta: prevenire attività non controllate che potrebbero favorire il rilascio di fibre.

Le caratteristiche del materiale incidono sulla sua gestione. L’INAIL distingue tra materiali friabili, che possono essere sbriciolati con una semplice pressione, e compatti, per i quali sono necessari mezzi meccanici. Nel caso dell’Ex Gioli, il comunicato non indica a quale tipologia appartengano i frammenti. 

La definizione di una presenza “limitata” descrive quanto riferito dall’amministrazione, ma non sostituisce una valutazione tecnica del rischio.

Allo stesso modo, non è corretto dedurre automaticamente dal ritrovamento una dispersione nell’aria o conseguenze sanitarie per la popolazione. Per valutare l’esposizione servono elementi specifici, tra cui condizioni dei materiali, attività svolte e risultati degli eventuali accertamenti.

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Bonifica, monitoraggio e prossimi aggiornamenti

La fase successiva dovrà concentrarsi sull’esecuzione delle misure prescritte, con la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali individuati. La riqualificazione resta collegata al rispetto di queste condizioni.

L’INAIL richiama l’importanza di procedure controllate durante le bonifiche, dalla gestione del materiale all’imballaggio, per evitare dispersioni nelle diverse fasi dell’intervento. Si tratta di un quadro generale: le modalità applicabili all’Ex Gioli devono essere quelle stabilite per il sito dagli organismi competenti. 

Per i cittadini, la precauzione immediata è rispettare l’interdizione e la segnaletica, evitando accessi o interventi sui materiali. La loro gestione non deve essere affidata a iniziative autonome.

Il monitoraggio annunciato dal Comune accompagna le attività, ma non va confuso con la pubblicazione di esiti analitici. Nella comunicazione disponibile non sono riportati valori di concentrazione delle fibre o risultati di campionamenti.

Gli aggiornamenti utili riguarderanno quindi il completamento della bonifica, le verifiche effettuate e gli eventuali effetti sul programma dei lavori. Al momento non sono indicati rinvii o nuove scadenze per la riqualificazione.

Il ritrovamento dimostra l’importanza dei controlli anche dopo precedenti interventi di bonifica. La prosecuzione del recupero dell’Ex Gioli dovrà avvenire attraverso la gestione della criticità individuata, mantenendo al centro tutela dei lavoratori, salute pubblica e protezione dell’ambiente.

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