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Al convegno di Camerano il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo ha chiesto un Tavolo regionale sull’Alzheimer e un piano con risorse dedicate. Secondo le stime richiamate durante l’incontro, oltre 30 mila persone nelle Marche convivono con una forma di demenza. 

Rafforzare l’assistenza a domicilio, ampliare l’offerta di centri diurni e rivedere la quota delle rette a carico delle famiglie. Sono alcune delle richieste avanzate da CUPLA Marche al convegno Marche e Alzheimer, organizzato all’Hotel Concorde di Camerano, in provincia di Ancona. La proposta centrale è inserire un Piano Alzheimer nella programmazione sociosanitaria regionale e assegnargli risorse dedicate. 

Il coordinatore regionale Giancarlo Sperindio ha aperto i lavori richiamando l’attenzione sulle difficoltà che le famiglie incontrano dopo la diagnosi. Al confronto hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il coordinatore nazionale del Patto per la Non Autosufficienza Franco Pesaresi e la ricercatrice dell’INRCA Sara Santini. Per il Comitato nazionale CUPLA è intervenuto in collegamento Franco Bonini. 

La stima delle oltre 30 mila persone nelle Marche riguarda l’insieme delle demenze, di cui l’Alzheimer è la forma più comune. A livello nazionale, l’Istituto superiore di sanità stima circa 1,2 milioni di casi di demenza tra le persone dai 65 anni in su, di cui 550–660 mila riconducibili alla malattia di Alzheimer. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che nel 2021 convivessero con una demenza 57 milioni di persone nel mondo. 

Cosa chiede CUPLA Marche per diagnosi e assistenza

La prima proposta è istituire un Tavolo regionale permanente con Regione, servizi sanitari, enti locali, associazioni dei familiari e organizzazioni dei pensionati. Nelle intenzioni di CUPLA, il tavolo dovrebbe contribuire alla stesura del piano e seguirne l’attuazione. Tra gli obiettivi c’è rendere più uniformi i percorsi assistenziali sul territorio, dalla valutazione iniziale alla presa in carico dopo la diagnosi. 

Il comitato chiede di potenziare i servizi territoriali e aumentare la disponibilità di centri diurni e strutture residenziali specializzate, con particolare attenzione alle aree interne e montane. Qui la distanza dai servizi può rendere più complicati gli spostamenti per le visite e la frequenza regolare di un centro diurno. CUPLA segnala inoltre attese per l’accesso alle strutture sociosanitarie e ai posti dedicati alle persone con demenza. 

Nelle Marche il riferimento specialistico per la valutazione dei disturbi cognitivi è la rete dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD), che hanno sostituito le Unità valutative Alzheimer. Per chi cerca il centro di riferimento, la Regione pubblica le informazioni sulla rete nell’area Salute. Il rafforzamento chiesto da CUPLA riguarda sia la tempestività della diagnosi sia la continuità dell’assistenza quando crescono i bisogni della persona. 

Rette, cure a domicilio e formazione per chi assiste

Una delle richieste più concrete riguarda la compartecipazione ai costi delle residenze protette. CUPLA chiede di rivedere il modo in cui viene determinata la quota a carico delle famiglie. Per chi continua ad assistere una persona a casa, il comitato propone di rafforzare i servizi domiciliari e introdurre misure che riconoscano e sostengano il lavoro di cura svolto dai familiari. Queste richieste fanno parte della piattaforma presentata a Camerano. 

Il documento sollecita anche la formazione continua degli operatori sanitari e delle assistenti familiari e un coinvolgimento più diretto dei caregiver nei percorsi di cura. Per le famiglie, la questione pratica è poter contare su indicazioni coerenti quando la persona passa dalla valutazione specialistica all’assistenza a domicilio, a un centro diurno o a una struttura residenziale. 

Tra le proposte ci sono inoltre la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza domiciliare e l’uso della telemedicina e delle tecnologie di supporto. Il comitato chiede anche iniziative di sensibilizzazione per ridurre lo stigma associato alla demenza, che può rendere più difficile parlare delle difficoltà quotidiane e cercare sostegno. 

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Il piano già approvato e cosa chiede ora il comitato

La Regione ha già approvato un Piano triennale di attività legato al Fondo Alzheimer e demenze 2024–2026, pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale. La richiesta di CUPLA riguarda un passaggio ulteriore: integrare stabilmente il tema nella programmazione sociosanitaria delle Marche, con un tavolo permanente e risorse dedicate anche alle esigenze dell’assistenza territoriale, residenziale e familiare. 

I prossimi passaggi da seguire sono l’eventuale istituzione del tavolo, la definizione delle priorità e l’individuazione delle risorse. È da queste decisioni che dipenderà la traduzione delle proposte in interventi concreti, dall’ampliamento dei servizi nelle aree interne alla revisione delle rette. Per ora, le richieste presentate a Camerano costituiscono la piattaforma su cui CUPLA chiede alla Regione di aprire il confronto.

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