Articolo
Testo articolo principale

ASCOLI PICENO – Stasera a Monticelli, presso la Sala della Comunità della parrocchia dei Ss. Simone e Giuda, si terrà una serata dedicata alle cooperative sorte sui beni confiscati alla mafia. L’iniziativa, organizzata da Libera e dal Circolo di Cultura Cinematografica “Don Mauro – Nel corso del tempo” prevede due momenti.

IL PROGRAMMA – Alle 19.45 ci sarà la “Cena della Legalità” come momento di incontro e riflessione su un tema di straordinaria attualità e forma di autofinanziamento per le due realtà. Alle 21.15 verrà prima proiettato un breve filmato che presenta l’azione di Libera, associazione che cerca di portare avanti progetti riqualificando terreni e beni confiscati alle mafie, a seguire si proietterà il film “La nostra terra” (2014, 100’) di Giulio Manfredonia con Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Maria Rosaria Russo e Iaia Forte.

IL FILM – Narra di una cooperativa che decide di coltivare prodotti biologici in un podere del Sud confiscato alla mafia grazie alla legge Pio La Torre. Nicola Sansone (Tommaso Ragno) è un raffinato e colto signore in galera per reati di mafia. Il suo podere viene confiscato dallo Stato e assegnato a una cooperativa, che però stenta a decollare per evidenti boicottaggi in odor di mafia. Così viene mandato in loro aiuto Filippo (Stefano Accorsi), un uomo pignolo e non troppo coraggioso, che da anni sta nell’antimafia, ma solo lavorando in un ufficio del Nord. Tante le difficoltà incontrate da Filippo che si intrecciano con alcune dinamiche come l’incontro con Cosimo (Sergio Rubini), ex fattore del boss, e quello con Rossana (Maria Rosaria Russo), bella ragazza con un passato da riscattare. Ma arriva il colpo di scena. Al boss Nicola Sansone vengono concessi i domiciliari. ”Ho tentato di approcciare questa storia vera che ha a che fare con la mafia in senso lato – dice il regista Giulio Manfredonia -. Racconto, insomma, in questo film, questa strana lotta alla mafia con la coltivazione di zucchine e pomodori. Una lotta in positivo, un modello diverso di lotta. Ci siamo ispirati a una vicenda accaduta a Mesagne dove è stata confiscata la masseria del tesoriere della Sacra Corona Unita”.

LA CONFISCA DEI BENI – Libera fin dalla sua nascita, esattamente 20 anni fa, si è impegnata su questo fronte. Nel 1995, infatti, furono raccolte più di un milione di firme per chiedere la confisca dei beni ai mafiosi e ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali. La proposta è diventata legge, la n.109/96, una legge rivolta solo ai mafiosi (e non ai corrotti come era nella richiesta iniziale) ma che ha consentito di restituire tanti beni, aziende e terreni alla comunità. Da questa disciplina legislativa nasce l’esperienza di tante cooperative, associazioni e comunità che portano avanti il loro impegno sui beni confiscati alle mafie. La prima esperienza di questo tipo è rappresentata dal Consorzio Libera Terra Mediterraneo, un insieme di alcune cooperative nate su beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata, che si sono unite in consorzio per avere maggiore presenza sul mercato. Le cooperative sono formate da giovani del territorio in cui è avvenuta la confisca, giovani che non sono fuggiti, ma che hanno deciso di rimanere dimostrando che anche in terra di Sicilia, di Puglia, di Calabria e di Campania (ma anche Piemonte e Lombardia) è possibile un altro modello di sviluppo basato sulla legalità, hanno deciso di formare cooperative che hanno risposto a bandi pubblici come previsto dalla legge n.109/96 iniziando a creare lavoro in territori difficili. L’associazione Libera è un soggetto diverso dal Consorzio Libera Terra Mediterraneo, pur nascendo dagli stessi valori ed ideali e nascendo dallo stesso desiderio di riscatto sociale.
Per la cena è necessaria la prenotazione inviando una e-mail all’indirizzo: cinecircolodonmauro@gmail.com o ad ascolipiceno@libera.it. Il contributo volontario per cena e film è di Euro 10.00.

TAG: , , ,