Nuove regole in arrivo per il mondo del lavoro.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 96 del 2026, che recepisce in Italia la Direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale e sulla riduzione del divario retributivo tra uomini e donne.
L’obiettivo è rafforzare la parità di trattamento e garantire maggiore chiarezza nelle politiche retributive adottate dalle aziende.
Trasparenza salariale: cosa prevede il nuovo decreto
La normativa si applica ai datori di lavoro pubblici e privati e riguarda tutti i rapporti di lavoro subordinato.
Sono inclusi:
- lavoratori a tempo pieno;
- lavoratori part-time;
- dirigenti;
- dipendenti del settore pubblico;
- dipendenti del settore privato.
Le nuove disposizioni incidono sia sulla fase di assunzione sia sulla gestione dei rapporti di lavoro già in essere.
Obbligo di indicare la retribuzione negli annunci
Tra le novità più rilevanti c’è l’obbligo di fornire informazioni sulla fascia retributiva prevista per il posto di lavoro.
I datori di lavoro dovranno rendere disponibili indicazioni economiche già durante la fase di selezione.
L’obiettivo è consentire ai candidati di conoscere preventivamente il livello retributivo associato alla posizione.
Vietato chiedere gli stipendi precedenti
Il decreto introduce anche un divieto specifico.
Le aziende non potranno più chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti rapporti di lavoro.
La misura punta a evitare che eventuali disparità salariali pregresse continuino a influenzare le future condizioni economiche.
Stop alle discriminazioni salariali
La normativa rafforza gli strumenti di contrasto al cosiddetto gender pay gap, ovvero la differenza retributiva tra uomini e donne.
Le imprese saranno chiamate a garantire criteri più trasparenti nella determinazione degli stipendi e nelle progressioni economiche.
Particolare attenzione sarà riservata alle differenze salariali non giustificate da elementi oggettivi.
Nuovi obblighi per i datori di lavoro
Le aziende dovranno adeguare:
- procedure di selezione;
- sistemi di classificazione professionale;
- politiche retributive;
- processi di valutazione del personale.
L’obiettivo è rendere verificabili e trasparenti le decisioni che incidono sulle retribuzioni.
Le sfide applicative
Non mancano tuttavia alcuni dubbi interpretativi.
Tra i punti che potrebbero richiedere ulteriori chiarimenti figurano:
- la definizione dei livelli retributivi di riferimento;
- il rapporto con i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL);
- i criteri per valutare eventuali differenze salariali.
Si tratta di aspetti che potrebbero essere oggetto di future indicazioni operative.
Più trasparenza nel mercato del lavoro
Con il recepimento della direttiva europea, l’Italia compie un passo importante verso una maggiore trasparenza salariale.
Le nuove regole mirano a rendere più equo il mercato del lavoro, favorendo la parità di genere e garantendo ai lavoratori un accesso più chiaro alle informazioni economiche che riguardano il proprio rapporto di lavoro.









