L’ex commissario tecnico campione d’Europa nel 2021 avrebbe superato la concorrenza di Antonio Conte e persino l’ipotesi Guardiola. Ma il futuro della Nazionale resta legato anche agli equilibri interni della Figc e alle imminenti elezioni federali.
L’Italia del calcio potrebbe presto ripartire da un volto molto conosciuto. Dopo settimane di riflessioni e valutazioni, Roberto Mancini appare sempre più vicino a un clamoroso ritorno sulla panchina della Nazionale azzurra. L’ex ct, protagonista del trionfo all’Europeo del 2021, sarebbe oggi il principale candidato per guidare la ricostruzione del calcio italiano dopo l’ennesima fase di difficoltà attraversata dalla selezione azzurra.
Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, Mancini avrebbe ormai staccato la concorrenza rappresentata da Antonio Conte e dalle suggestioni internazionali che portavano al nome di Pep Guardiola. Una scelta che consentirebbe alla Federazione di affidarsi a un tecnico che conosce già perfettamente ambiente, struttura e dinamiche della Nazionale.
Tuttavia, la decisione definitiva non dipende soltanto dagli aspetti tecnici. Sullo sfondo pesano infatti le imminenti elezioni per la presidenza della FIGC previste il 22 giugno, appuntamento destinato a influenzare il futuro del progetto sportivo azzurro.
Perché Mancini è tornato in pole position
Roberto Mancini rappresenta oggi la soluzione considerata più immediata e praticabile dai vertici federali.
Dopo l’addio alla Nazionale nell’estate del 2023 e la successiva esperienza alla guida della nazionale saudita, il tecnico marchigiano resta una figura molto apprezzata per il lavoro svolto nel primo ciclo azzurro.
Sotto la sua gestione l’Italia riuscì a conquistare l’Europeo nel 2021, riportando entusiasmo e identità a una squadra reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 2018.
Rispetto ad altre opzioni, Mancini offre inoltre il vantaggio di conoscere gran parte dei calciatori già presenti nel gruppo e di poter avviare rapidamente un nuovo percorso tecnico.
Le alternative, pur prestigiose, presentano maggiori difficoltà. Antonio Conte continua a essere considerato uno dei migliori allenatori italiani, ma il suo eventuale ingaggio comporterebbe costi molto elevati. Ancora più complessa appare l’ipotesi Guardiola, considerata da molti osservatori più una suggestione che una reale possibilità.
Il ruolo di Baldini e la nuova generazione azzurra
In attesa della scelta definitiva, la Nazionale è stata guidata da Silvio Baldini, chiamato temporaneamente a gestire la squadra in una fase particolarmente delicata.
L’esperienza del tecnico toscano si è chiusa con due successi per 1-0 contro Lussemburgo e Grecia, ottenuti attraverso una selezione profondamente rinnovata e caratterizzata da un numero record di giovani esordienti.
Al termine dell’esperienza da commissario tecnico ad interim, Baldini ha restituito il mandato alla Federazione, ribadendo però la fiducia nel nuovo corso generazionale.
«I giovani sono una risorsa, non un intralcio», ha dichiarato, sottolineando la crescita del movimento azzurro e i risultati ottenuti anche dalle nazionali giovanili.
Un messaggio che potrebbe rappresentare una delle basi da cui ripartire per il prossimo ct, indipendentemente da chi verrà scelto.
Le elezioni FIGC e il nodo Malagò
Il futuro della Nazionale si intreccia inevitabilmente con quello della Federazione.
Le elezioni per la presidenza FIGC del 22 giugno potrebbero infatti influenzare in modo significativo le strategie future del calcio italiano. Sul tavolo non c’è soltanto la scelta del commissario tecnico, ma anche la definizione dell’intero progetto sportivo per i prossimi anni.
In questo scenario continua a essere osservata con attenzione anche la posizione di Giovanni Malagò, figura centrale dello sport italiano e protagonista di numerose dinamiche istituzionali legate al futuro delle federazioni sportive.
La sensazione, comunque, è che la Federazione voglia chiudere rapidamente il capitolo relativo alla guida tecnica della Nazionale per consentire al nuovo allenatore di preparare al meglio i prossimi impegni ufficiali.
L’appuntamento più importante sarà il debutto nel nuovo girone di Nations League, previsto il 25 settembre contro il Belgio, seguito dalle sfide contro Turchia e Francia. Un percorso complesso che potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova della nuova Italia.
Dopo anni di cambiamenti, delusioni e ripartenze, il calcio italiano sembra dunque pronto ad affidarsi ancora una volta a Roberto Mancini. Una scelta che punta sull’esperienza e sulla conoscenza dell’ambiente per riportare la Nazionale ai vertici del calcio europeo e mondiale.









