Il patronato Epasa-Itaco della CNA di Ascoli Piceno offre assistenza per ISEE e richieste del bonus nido. Ecco requisiti, importi e chi può ottenere il contributo INPS.
Anche per il 2026 torna il Bonus nido, il contributo economico destinato alle famiglie con figli piccoli per sostenere le spese degli asili nido pubblici e privati o per l’assistenza domiciliare dedicata ai bambini affetti da gravi patologie croniche.
Per supportare cittadini e famiglie nella presentazione delle domande, la CNA di Ascoli Piceno informa che gli uffici del patronato Epasa-Itaco di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto sono a disposizione per fornire assistenza nella compilazione delle pratiche e nel calcolo dell’ISEE necessario per accedere ai contributi.
La misura rappresenta uno degli strumenti più importanti a sostegno della genitorialità e della conciliazione tra vita familiare e lavoro, consentendo di ridurre in modo significativo il costo delle rette per la frequenza dei servizi educativi dedicati alla prima infanzia.
Chi può richiedere il Bonus nido 2026
Il contributo è riconosciuto ai genitori che sostengono le spese per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati oppure che necessitano di assistenza domiciliare per bambini con particolari condizioni sanitarie.
Per accedere al beneficio è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali.
Il richiedente deve:
- essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea;
- essere in possesso di un permesso di soggiorno valido, nei casi previsti dalla normativa;
- essere residente in Italia;
- avere un figlio di età inferiore a tre anni.
Per i cittadini extracomunitari sono richiesti specifici titoli di soggiorno previsti dalla legislazione vigente.
La domanda per il bonus asilo nido deve essere presentata dal genitore che effettivamente sostiene il pagamento delle rette e dovrà indicare le mensilità per le quali viene richiesto il rimborso.
Come funziona il contributo e quali documenti servono
Una volta ottenuto il beneficio, i genitori dovranno caricare la documentazione che attesta il pagamento delle rette del nido.
I documenti di spesa dovranno essere trasmessi entro il 30 aprile dell’anno successivo rispetto alle mensilità per cui si richiede il contributo.
Per i bambini affetti da gravi patologie croniche che non possono frequentare l’asilo nido, è invece previsto un contributo per forme di supporto e assistenza presso la propria abitazione.
In questo caso la domanda può essere presentata dal genitore convivente e residente con il minore.
L’importo riconosciuto viene erogato direttamente dall’INPS e varia in base alla situazione economica del nucleo familiare certificata dall’ISEE.
Bonus nido 2026: gli importi in base all’ISEE
Il valore del contributo può arrivare fino a 3.600 euro all’anno, con importi differenziati in base all’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per inclusione.
Per i bambini nati fino al 31 dicembre 2023, il bonus è pari a:
- 3.000 euro annui con ISEE fino a 25.000,99 euro;
- 2.500 euro annui con ISEE compreso tra 25.001 e 40.000 euro;
- 1.500 euro annui con ISEE superiore a 40.000 euro oppure in assenza di ISEE.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, il contributo è stato rafforzato.
In questo caso spettano:
- 3.600 euro annui con ISEE fino a 40.000 euro;
- 1.500 euro annui con ISEE superiore a 40.000 euro o non disponibile.
La determinazione dell’importo tiene conto dell’ISEE per prestazioni familiari e inclusione, neutralizzato dagli importi percepiti attraverso l’Assegno Unico Universale (AUU).
CNA Ascoli e San Benedetto: come prenotare un appuntamento
Per agevolare le famiglie nella gestione delle pratiche, la CNA mette a disposizione gli uffici del patronato Epasa-Itaco di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.
Gli operatori forniscono assistenza sia per il rilascio dell’ISEE sia per la compilazione e l’invio delle domande all’INPS.
L’invito rivolto alle famiglie è quello di prenotare per tempo un appuntamento, così da verificare la documentazione necessaria e ottenere il contributo senza rischiare errori o ritardi nella procedura.
Il Bonus nido continua infatti a rappresentare uno dei principali strumenti di sostegno economico per le famiglie con bambini piccoli, contribuendo concretamente a ridurre il peso delle spese educative nei primi anni di vita e favorendo l’accesso ai servizi per l’infanzia.









