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Dal Rendiconto sociale dell’INPS emerge un quadro che preoccupa il sindacato: cresce l’età pensionabile, diminuisce il valore medio delle pensioni e resta marcata la differenza tra gli assegni percepiti da uomini e donne. La UIL Marche chiede interventi strutturali e sottolinea il ruolo sempre più centrale dei Patronati.

Pensioni più povere, un divario di genere ancora molto ampio e un sistema previdenziale sempre più legato al metodo contributivo. È questo il quadro che emerge dal Rendiconto sociale dell’INPS, analizzato dalla UIL Marche, che richiama l’attenzione sulle criticità del sistema pensionistico regionale e sulla necessità di rafforzare le tutele per lavoratori e pensionati.

Secondo il sindacato, l’invecchiamento della popolazione e la progressiva riduzione della flessibilità in uscita dal lavoro stanno rendendo sempre più complesso il percorso verso la pensione, soprattutto per le donne e per chi ha alle spalle carriere discontinue.

Pensioni delle donne più basse: il divario supera i 650 euro al mese

Tra i dati che destano maggiore preoccupazione c’è quello relativo alle differenze economiche tra uomini e donne.

Nelle Marche, infatti, le pensionate percepiscono mediamente 1.430 euro al mese, contro i 2.083 euro degli uomini. Una differenza di 653 euro mensili, che diventa ancora più evidente nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dove l’assegno medio è di appena 977 euro per le donne rispetto ai 1.882 euro degli uomini.

«I numeri fotografano una situazione che continua a destare preoccupazione – afferma Marina Marozzi, segretaria generale della UIL Pensionati Marche –. Aumenta l’età di accesso alla pensione, soprattutto per le donne, mentre si riduce il valore medio delle prestazioni e cresce il divario economico tra pensionati uomini e donne».

Secondo il sindacato, alla base di questa disparità ci sono fattori ormai consolidati: carriere lavorative discontinue, ricorso al part-time spesso imposto dagli impegni di cura, minori opportunità di crescita professionale e retribuzioni mediamente più basse.

Per la UIL è quindi necessario rafforzare i servizi destinati alle famiglie, alle persone non autosufficienti e alle donne, così da ridurre disuguaglianze che finiscono inevitabilmente per riflettersi anche sugli importi delle pensioni.

Sempre più peso al sistema contributivo e meno flessibilità in uscita

L’analisi della UIL evidenzia anche i cambiamenti in corso nel sistema previdenziale italiano.

La progressiva uscita di scena di strumenti come Opzione Donna e delle diverse versioni di Quota 100, Quota 102 e Quota 103, insieme all’applicazione sempre più estesa del metodo contributivo, rende fondamentale una corretta pianificazione del futuro pensionistico.

«Sempre più giovani hanno carriere discontinue e contributi versati in gestioni diverse a causa della precarietà e della frammentazione dei rapporti di lavoro – spiega Matteo Santini, coordinatore regionale del Patronato ITAL UIL Marche –. Per questo strumenti come il cumulo contributivo saranno sempre più importanti per valorizzare tutti i periodi lavorativi maturati».

Il cumulo contributivo consente infatti di sommare gratuitamente i contributi versati in diverse gestioni previdenziali per raggiungere i requisiti necessari alla pensione, evitando che parte della contribuzione resti inutilizzabile.

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Oltre 180 mila pratiche presentate dai Patronati nel 2025

La UIL richiama infine l’attenzione sul ruolo svolto dai Patronati nell’assistenza ai cittadini.

Nel corso del 2025, i Patronati delle Marche hanno presentato all’INPS oltre 180 mila pratiche, relative principalmente a pensioni, invalidità civile, disoccupazione e prestazioni assistenziali.

Secondo il sindacato, circa l’80% dei marchigiani continua ad affidarsi ai Patronati per le pratiche previdenziali e assistenziali più delicate.

«A questi numeri si aggiungono migliaia di consulenze quotidiane che non vengono tracciate ma rappresentano il vero valore del nostro lavoro – sottolinea Santini –. I Patronati svolgono un ruolo di presidio sociale indispensabile per garantire l’accesso ai diritti. Quanto più efficace sarà la collaborazione con l’INPS, tanto migliore sarà la qualità del welfare percepita dai cittadini».

Per la UIL Marche, il futuro del sistema previdenziale passa dunque non solo attraverso eventuali riforme normative, ma anche da una maggiore informazione e consulenza ai lavoratori, chiamati sempre più spesso a pianificare con attenzione il proprio percorso contributivo per evitare penalizzazioni al momento del pensionamento.

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