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La procedura è stata eseguita su un uomo di 71 anni morto dopo un’emorragia cerebrale. Coinvolte équipe sanitarie di Ascoli, Ancona, Milano e Udine. Il ringraziamento dell’Ast alla famiglia e ai professionisti.

Un prelievo di cuore, fegato, reni e cornee è stato eseguito mercoledì 5 agosto 2026 all’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno. Il donatore era un uomo di 71 anni, residente nel Piceno, deceduto in seguito a un’emorragia cerebrale.

Il paziente era stato ricoverato domenica 2 agosto nell’unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione. Nonostante l’assistenza ricevuta, le sue condizioni non hanno consentito un recupero. Dopo l’accertamento della morte e la verifica delle condizioni previste per la donazione, è stata attivata la procedura multiorgano.

Secondo quanto comunicato dall’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli, l’accertamento ha incluso l’elettroencefalogramma ed è stata acquisita la disponibilità dei familiari. È importante precisare che il percorso nazionale non si basa su un singolo esame: l’accertamento della morte con criteri neurologici segue protocolli rigorosi e resta distinto dalle successive valutazioni sulla donazione.

Il direttore generale dell’Ast, Antonello Maraldo, e la direttrice di Anestesia e rianimazione, Ida Di Giacinto, hanno ringraziato la famiglia per l’atto di altruismo e tutti i professionisti coinvolti. L’identità del donatore non è stata resa pubblica, nel rispetto della riservatezza.

La procedura ha coinvolto équipe di quattro ospedali

Il prelievo è stato possibile grazie a un coordinamento tra l’Ast di Ascoli, il Centro regionale trapianti delle Marche e specialisti provenienti da più strutture. Hanno partecipato chirurghi del presidio ospedaliero universitario Santa Maria della Misericordia di Udine, del Policlinico di Milano e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ancona.

Le cornee sono state prelevate dall’unità operativa di Oculistica dell’Ast di Ascoli, diretta da Luca Cesari. Il coordinamento locale della procedura è stato seguito da Ida Di Giacinto e da Mariangela Di Pardo, referente procurement dell’unità di Anestesia e rianimazione del Mazzoni.

Il termine “procurement” indica l’insieme delle attività necessarie a individuare un potenziale donatore, accertare i requisiti clinici e giuridici, mantenere la funzionalità degli organi e organizzare il prelievo con la rete trapiantologica. Si tratta di un percorso che richiede tempi stretti e la collaborazione di rianimatori, chirurghi, infermieri, tecnici, laboratori, direzioni sanitarie e coordinamenti regionali.

L’Ast ha rivolto un ringraziamento anche al personale del reparto, del blocco operatorio e delle altre unità operative, oltre che alla direzione medica ospedaliera e alla direzione sanitaria aziendale.

La provenienza delle équipe non consente di stabilire pubblicamente dove siano stati destinati gli organi o l’esito dei successivi trapianti. Assegnazione e trasporto vengono gestiti dalla rete sulla base di compatibilità, urgenza e criteri clinici. Il comunicato non fornisce informazioni sui riceventi, che restano protetti dalla riservatezza sanitaria.

Come viene accertata la morte prima di una donazione

La donazione può essere presa in considerazione soltanto dopo che la morte è stata accertata secondo la legge. Il Centro nazionale trapianti sottolinea che la morte accertata con criteri neurologici è una condizione definitiva e irreversibile, diversa dal coma e dallo stato vegetativo.

Nel percorso con criteri neurologici, l’assenza delle funzioni cerebrali viene verificata per il periodo stabilito dalla normativa da un collegio medico, attraverso valutazioni cliniche e strumentali. La procedura di accertamento è autonoma rispetto al prelievo: i sanitari che certificano la morte seguono regole e responsabilità definite indipendentemente dalla possibilità di donare.

Solo dopo l’accertamento vengono completati i controlli sull’idoneità di organi e tessuti e sulla volontà della persona. Non tutti gli organi potenzialmente disponibili vengono necessariamente trapiantati: la decisione dipende da valutazioni cliniche, compatibilità e sicurezza per i riceventi.

Nel caso avvenuto ad Ascoli, la causa del decesso indicata dall’azienda sanitaria è un’emorragia cerebrale. Non sono stati diffusi altri dettagli clinici e non è corretto ricostruire diagnosi, terapie o decorso oltre le informazioni comunicate ufficialmente.

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Donazione di organi, come esprimere la propria volontà

In Italia ogni maggiorenne può dichiarare consenso o dissenso alla donazione di organi e tessuti dopo la morte. La scelta può essere registrata all’ufficio anagrafe durante il rilascio o il rinnovo della carta d’identità elettronica, presso l’azienda sanitaria oppure attraverso l’Aido con le modalità previste.

È possibile cambiare decisione: fa fede l’ultima dichiarazione resa in ordine temporale. Il Centro nazionale trapianti chiarisce inoltre che non esiste un limite di età per esprimere la propria volontà. L’idoneità alla donazione viene valutata dai medici al momento del decesso.

Se una persona non ha lasciato alcuna dichiarazione, in Italia non si applica automaticamente il silenzio-assenso. Il prelievo è consentito soltanto quando i familiari aventi diritto non si oppongono. Per questo comunicare in vita la propria decisione ai familiari può evitare incertezze in un momento particolarmente doloroso.

Informazioni ufficiali e modalità per registrare la scelta sono disponibili nella sezione Dichiarati donatore del Centro nazionale trapianti.

Il caso del Mazzoni evidenzia il valore della decisione familiare e del coordinamento sanitario. Una procedura multiorgano richiede competenze, rapidità e collaborazione tra strutture diverse, con l’obiettivo di rendere disponibili organi e tessuti per i pazienti selezionati dalla rete trapianti.

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