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Esplosioni nella capitale ucraina dopo una nuova offensiva con droni. Tallinn attribuisce ai servizi russi l’incendio alla Milrem Robotics. Rutte: «La Nato farà ancora di più per l’Ucraina». Il Cremlino avverte Kiev, mentre l’Unione europea approva nuove sanzioni

Nuovi attacchi russi hanno colpito Kiev e altre città ucraine, mentre cresce la tensione tra Mosca e i Paesi della Nato. Nella notte sono state udite esplosioni nella capitale e frammenti di missili sono caduti nel cortile di un edificio residenziale. Un’altra struttura non abitativa è stata interessata da un incendio.

Contemporaneamente, l’Estonia ha accusato formalmente i servizi speciali della Federazione Russa di aver ordinato l’incendio doloso che nella notte tra il 14 e il 15 agosto aveva colpito una sede della Milrem Robotics, azienda della difesa con base a Tallinn.

Mosca respinge le pressioni occidentali e rilancia le proprie accuse contro Kiev. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che l’Ucraina «pagherà il prezzo» degli attacchi compiuti negli ultimi mesi contro obiettivi russi.

L’Unione europea ha intanto approvato nuove sanzioni contro persone ed enti ritenuti coinvolti nella deportazione e nel trasferimento forzato di minori ucraini.

Nuovi attacchi contro Kiev e altre città ucraine

Le esplosioni sono state segnalate a Kiev nelle prime ore di martedì 29 settembre. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che alcuni frammenti sono caduti nel cortile di un edificio residenziale, mentre un incendio è divampato in una struttura non abitativa situata in un’altra zona della città.

L’attacco è arrivato dopo una giornata particolarmente pesante per l’Ucraina. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, le incursioni russe di lunedì hanno provocato almeno nove vittime e più di 80 feriti in tutto il Paese. Il bilancio resta suscettibile di aggiornamenti.

Uno degli obiettivi colpiti è stato l’edificio dell’Accademia nazionale delle Scienze nel centro di Kiev. L’attacco avrebbe causato due morti e 24 feriti nella capitale. A Dnipro un drone ha raggiunto un centro direzionale circondato da abitazioni, uffici, una biblioteca e un parco.

Secondo le autorità ucraine, Mosca sta aumentando l’impiego di droni a reazione più veloci e capaci di volare a quote maggiori rispetto ai modelli tradizionali. Queste caratteristiche renderebbero più complessa l’intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea. 

La Russia sostiene di colpire infrastrutture militari e obiettivi connessi allo sforzo bellico ucraino. Kiev afferma invece che gli attacchi continuano a provocare vittime e danni in edifici civili. Entrambe le parti negano di prendere deliberatamente di mira la popolazione.

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Estonia: «L’incendio alla Milrem Robotics fu un sabotaggio russo»

Il governo estone ha annunciato di considerare l’incendio scoppiato il 15 agosto in una sede della Milrem Robotics come un’azione di sabotaggio commissionata da Mosca.

La Milrem Robotics opera nella produzione di sistemi robotici e mezzi terrestri senza equipaggio destinati anche al settore militare. Per questa ragione l’incendio aveva immediatamente attirato l’attenzione delle autorità di sicurezza estoni.

«Sulla base delle informazioni raccolte dal Servizio di sicurezza interna estone possiamo concludere con certezza che l’incendio doloso è stato un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali della Federazione Russa», ha dichiarato il ministro degli Esteri Margus Tsahkna.

Tre sospettati sarebbero stati arrestati in Lettonia e successivamente trasferiti in Estonia. L’agenzia di sicurezza interna Kapo ha definito l’incendio un atto «deliberato e pianificato in anticipo». Si tratta di un’attribuzione formulata dalle autorità estoni, sulla quale Mosca non ha fornito una conferma.

Il ministero degli Esteri estone ha convocato l’incaricato d’affari russo per una protesta formale. Tallinn considera l’episodio parte di una più ampia campagna ibrida che comprenderebbe sabotaggi, incendi, attacchi informatici e operazioni di destabilizzazione nei Paesi europei.

Rutte: «Mosca vuole intimidirci, ma sta fallendo»

La Nato ha assicurato che le presunte operazioni ostili attribuite alla Russia non ridurranno il sostegno occidentale a Kiev.

«La Russia continua la sua sconsiderata campagna di azioni ostili contro gli alleati della Nato», ha dichiarato il segretario generale Mark Rutte durante una conferenza stampa a Bruxelles con il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius.

Secondo Rutte, l’obiettivo di Mosca sarebbe indebolire la determinazione degli alleati e fermare il sostegno militare e politico all’Ucraina. «La Russia sta fallendo sul campo di battaglia e sta fallendo nel tentativo di minare la nostra unità», ha aggiunto.

Il segretario generale ha quindi rivolto un messaggio diretto al Cremlino: «Faremo ancora di più per l’Ucraina, non di meno». La Nato ritiene di avere a disposizione diverse possibilità di risposta alle operazioni ibride, alcune pubbliche e altre non visibili. 

L’Alleanza mantiene tuttavia una linea prudente sulle modalità di reazione. Gli episodi di sabotaggio attribuiti a Mosca si collocano infatti al di sotto della soglia di un attacco militare convenzionale, rendendo più complessa l’applicazione degli strumenti previsti per la difesa collettiva.

Il Cremlino: «L’Ucraina pagherà il prezzo dei suoi attacchi»

Il Cremlino ha collegato la nuova offensiva alle azioni compiute da Kiev sul territorio russo. Il portavoce Dmitry Peskov ha affermato che l’Ucraina sta già «pagando il prezzo» e continuerà a subire le conseguenze degli attacchi condotti negli ultimi mesi.

Il presidente Vladimir Putin aveva accusato Kiev di aver colpito Mosca durante le elezioni parlamentari russe e di aver condotto un’incursione con droni contro San Pietroburgo nel corso di un importante forum economico.

Peskov ha ribadito che le forze armate russe continueranno quella che Mosca definisce «operazione militare speciale». Putin sostiene che le proposte per una soluzione negoziale restino formalmente sul tavolo, ma che la Russia debba valutarle sulla base dei propri interessi. 

L’Ucraina, da parte sua, ha intensificato gli attacchi contro raffinerie, impianti energetici e aziende della difesa in territorio russo, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le risorse economiche e militari a disposizione di Mosca.

Nuove sanzioni Ue per la deportazione dei bambini ucraini

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato misure restrittive contro altre 10 persone e 17 entità considerate responsabili della deportazione illegale, del trasferimento forzato e dell’assimilazione di minori ucraini.

Secondo Bruxelles, i soggetti inseriti nella lista avrebbero contribuito al trasferimento dei bambini in Russia o nei territori temporaneamente occupati, alla loro rieducazione ideologica e, in alcuni casi, alla formazione militarizzata.

Tra le persone sanzionate figura anche il presidente della Repubblica russa del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, accusato dall’Ue di aver favorito il trasferimento di minori ucraini in campi situati nella propria regione. Sono stati inseriti nell’elenco anche responsabili amministrativi dei territori occupati e dirigenti di scuole e strutture per minori.

Le misure prevedono il congelamento dei beni eventualmente presenti nell’Unione europea, il divieto di mettere risorse economiche a disposizione dei soggetti colpiti e restrizioni all’ingresso e al transito nei Paesi dell’Ue. 

Il nuovo pacchetto arriva in una fase di crescente tensione. Gli attacchi sulle città ucraine, le operazioni di Kiev in territorio russo e le accuse di sabotaggio formulate dai Paesi baltici mostrano come il conflitto stia assumendo una dimensione sempre più ampia, con conseguenze dirette anche per la sicurezza europea.

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