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Un 44enne mantovano contesta il mancato pagamento di altri 708mila euro. Giochi del Titano sostiene che le modalità delle giocate fossero irregolari. Dopo la decisione sfavorevole in primo grado, l’uomo ha presentato appello e teme il peso delle spese legali.

Una serata alla sala Giochi del Titano di Rovereta, a San Marino, è diventata una controversia giudiziaria che prosegue da anni. Un cittadino italiano di 44 anni, originario di Mantova, sostiene di avere diritto a 958mila euro ottenuti attraverso quattro apparecchi MultiKeno, ma di averne ricevuti soltanto 250mila.

La società contesta la sua ricostruzione e le modalità con cui sarebbero state effettuate le giocate. Il procedimento di primo grado si è concluso con una decisione favorevole all’azienda, impugnata dal giocatore.

La storia, raccontata da un’inchiesta di Today e ripresa dalla stampa, riguarda fatti risalenti al 6 agosto 2018. La somma complessiva rivendicata non può quindi essere considerata una vincita definitivamente riconosciuta al protagonista: è proprio il diritto a ricevere i restanti 708mila euro a essere oggetto della causa.

Nel frattempo, l’uomo manifesta preoccupazione per le spese del contenzioso. A Today ha dichiarato di temere di dover ipotecare la propria casa per affrontarle: una possibilità da lui prospettata, non un provvedimento già disposto sull’immobile.

Le quattro giocate e la richiesta di incassare l’intera somma

Secondo la ricostruzione riportata nell’atto di citazione, il 6 agosto 2018 il giocatore, allora 36enne, si sarebbe presentato nella sala sammarinese insieme a quattro amici.

L’uomo avrebbe indicato loro i numeri da selezionare, con puntate da 25 euro, corrispondenti all’importo massimo consentito per ciascuna giocata. Poco dopo, quattro apparecchi avrebbero segnalato premi: tre da 250mila euro e uno da 208mila, per un totale di 958mila euro.

L’ultima combinazione, secondo il racconto, sarebbe stata diversa da quella inizialmente indicata.

Con il consenso degli amici, il protagonista si sarebbe poi rivolto al personale presentandosi come unico destinatario delle somme. Prima di procedere, la società avrebbe però richiesto ulteriori verifiche.

Il 20 settembre 2018 l’uomo è stato convocato a San Marino e ha ricevuto 250mila euro. Da quel momento è iniziata la contestazione sul pagamento della differenza.

Dopo aver chiesto il versamento dei restanti 708mila euro, il giocatore ha avviato l’azione giudiziaria contro Giochi del Titano il 5 agosto 2020.

La questione non riguarda dunque soltanto i premi comparsi sui terminali, ma anche chi avesse diritto a reclamarli e se le modalità di partecipazione rispettassero il regolamento applicabile.

Perché Giochi del Titano ha contestato le altre vincite

La società avrebbe ricostruito diversamente alcuni passaggi della serata, richiamando le relazioni dei dipendenti e le immagini della videosorveglianza.

Secondo la posizione dell’azienda riportata nell’inchiesta, il protagonista avrebbe consegnato personalmente denaro agli amici all’interno della sala, prima delle puntate.

Il nodo riguarda quindi il gioco effettuato attraverso altre persone e i trasferimenti di denaro tra frequentatori. Nella ricostruzione della controversia vengono richiamate disposizioni del regolamento generale che vietano di reclamare vincite altrui e di scambiare o prestare denaro, ticket o gettoni all’interno delle sale.

Anche l’Ente di Stato dei Giochi, secondo quanto riferito, avrebbe rilevato irregolarità relative alle vincite degli altri tre terminali.

Il giocatore respinge questa interpretazione. La sua posizione è che non vi fosse stato un prestito agli amici: questi ultimi avrebbero partecipato utilizzando denaro suo, senza doverglielo restituire.

È questa differenza di lettura a sostenere il contenzioso: per l’uomo, le somme utilizzate e l’accordo con gli amici giustificherebbero la richiesta dell’intero premio; per la società, le modalità contestate impedirebbero il riconoscimento delle ulteriori vincite.

Le due versioni restano contrapposte e non vanno sovrapposte a un diritto al pagamento già definitivamente accertato.

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La sentenza di primo grado, l’appello e le spese legali

Il 16 settembre 2024 il procedimento di primo grado si è concluso a favore di Giochi del Titano. Secondo la ricostruzione giornalistica, il giudice ha ritenuto irregolare il gioco per interposte persone, anche in relazione alla simultaneità delle operazioni.

Il giocatore aveva richiamato un precedente del 2013, relativo a una vincita superiore a 800mila euro ottenuta attraverso due terminali. La società ha però evidenziato che il regolamento era stato modificato dal 1° marzo 2015, introducendo ulteriori limitazioni per il Keno.

L’uomo ha impugnato la decisione e intende sostenere la propria posizione anche attraverso testimonianze riguardanti altre giocate che considera analoghe. Il loro valore dovrà essere valutato nel procedimento.

Alla contestazione sul premio si aggiunge ora quella relativa alle conseguenze economiche della causa. La decisione di primo grado ha posto a suo carico le spese legali, il cui ammontare, secondo il racconto, dovrà essere determinato separatamente.

Da qui il timore espresso di dover ricorrere a un’ipoteca. La vicenda resta aperta sul piano giudiziario: la richiesta dei 708mila euro aggiuntivi dipende dall’esito dell’impugnazione, mentre non risulta dal materiale disponibile una decisione definitiva di secondo grado.

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