Il Consorzio di Tutela Vini Piceni e Vinea hanno incontrato a Offida l’assessore regionale all’Agricoltura Enrico Rossi. Sul tavolo distillazione di sostegno, nuovi impianti, promozione, ricambio generazionale e tutela del reddito in vista della prossima vendemmia.
Il comparto vitivinicolo piceno chiede interventi urgenti per affrontare l’attuale fase di difficoltà, ma anche una programmazione di lungo periodo capace di rilanciare il mercato senza compromettere il patrimonio produttivo e ambientale del territorio.
I consigli di amministrazione di Vinea e del Consorzio di Tutela Vini Piceni hanno incontrato il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Enrico Rossi, nei locali dell’Enoteca regionale di Offida.
L’iniziativa congiunta conferma la volontà dei due organismi di presentare una posizione unitaria davanti alle istituzioni. Al centro del confronto sono finite le quantità di vino ancora presenti nelle cantine, le difficoltà commerciali e il possibile effetto delle giacenze sul prezzo delle uve della prossima vendemmia.
La relazione illustrata dal dottor Elso Pica, dell’ufficio di segreteria del Consorzio, è stata elaborata sulla base dei dati di Valoritalia. Il quadro evidenzia volumi rilevanti ancora invenduti, senza differenze sostanziali tra vini bianchi e rossi o tra le diverse denominazioni tutelate.
Le aziende temono le conseguenze sulla prossima vendemmia
La presenza di importanti giacenze rappresenta un problema concreto per le imprese. Se una parte consistente del prodotto delle precedenti campagne rimane nelle cantine, il mercato rischia di subire un’ulteriore pressione, con possibili conseguenze sui prezzi e sulla capacità delle aziende di acquistare e trasformare le uve.
Nel dibattito diversi imprenditori hanno manifestato preoccupazione per i volumi invenduti, sia nel segmento dei vini a denominazione sia in quello dei prodotti generici. Da qui la richiesta di valutare misure straordinarie di riequilibrio del mercato.
Allo stesso tempo, produttori e rappresentanti del settore hanno sottolineato che gli interventi emergenziali non possono sostituire una strategia strutturale. Promozione, ricerca di nuovi mercati, gestione del potenziale produttivo e ricambio generazionale dovranno procedere insieme.
«Non è un momento felice, inutile negarlo», ha dichiarato il presidente di Vinea, Pompilio D’Angelo. L’incontro, ha spiegato, prosegue la campagna di ascolto avviata dopo il convegno dedicato al nuovo pacchetto europeo sul vino.
La questione riguarda direttamente un settore strategico per il Piceno, capace di generare occupazione e di sostenere ristorazione, accoglienza, commercio e turismo nelle aree interne.
Nuovi vigneti e giovani agricoltori: la proposta di Vinea
Tra le ipotesi avanzate da Vinea figura la sospensione temporanea delle autorizzazioni per i nuovi impianti viticoli. L’obiettivo sarebbe evitare un ulteriore aumento della produzione mentre il mercato deve ancora assorbire le eccedenze esistenti.
«Ritengo utile non concedere autorizzazioni per nuovi impianti di vigneto per alcuni anni, pur con la possibilità di valutare periodicamente la situazione», ha spiegato D’Angelo.
La proposta prevede però una possibile deroga per i giovani agricoltori, così da non ostacolare il ricambio generazionale. Una distinzione ritenuta necessaria davanti all’invecchiamento degli operatori e alla scarsità di alternative economicamente sostenibili alla viticoltura in numerose aree collinari del Piceno.
Vinea invita invece alla cautela sull’eventuale estirpazione dei vigneti. La rimozione delle colture potrebbe infatti produrre conseguenze non soltanto economiche, ma anche ambientali e paesaggistiche. I vigneti contribuiscono alla cura dei terreni, alla presenza delle imprese agricole e alla conservazione di un paesaggio che costituisce parte dell’attrattività turistica locale.
D’Angelo propone quindi tempi più lunghi per l’eventuale reimpianto, in modo da non disperdere definitivamente il potenziale produttivo. Le autorizzazioni, tuttavia, sono disciplinate nel quadro nazionale ed europeo: eventuali modifiche richiederebbero quindi un coordinamento tra Regione, Ministero e altre amministrazioni territoriali.
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Distillazione e promozione: le richieste del Consorzio Vini Piceni
Uno dei temi più discussi è stato quello della distillazione di sostegno, indicata come possibile strumento tecnico per ridurre le giacenze. La misura consentirebbe di ritirare dal mercato una parte del vino e di destinarla a usi differenti da quello alimentare, contribuendo a riequilibrare domanda e offerta.
I presidenti di Vinea e del Consorzio ritengono necessario che l’intervento comprenda anche i vini a denominazione. Secondo i rappresentanti del comparto, agire sulle eccedenze potrebbe limitare le speculazioni e impedire che lo stallo commerciale si rifletta negativamente sul valore delle uve.
Le misure di gestione delle crisi, tra cui distillazione, vendemmia verde ed eventuale estirpazione, rientrano anche nel confronto sul nuovo assetto europeo del settore vitivinicolo illustrato nei documenti del Ministero dell’Agricoltura.
Il presidente del Consorzio Vini Piceni, Simone Capecci, ha richiamato inoltre il ruolo della promozione nei Paesi dell’Unione europea e nei mercati extra-Ue. La richiesta avanzata alla Regione è di valutare un aumento della percentuale di contributo destinata a queste attività.
«La promozione rappresenta uno strumento fondamentale per il settore, così come il turismo enogastronomico ed enologico», ha affermato Capecci. Cercare sbocchi commerciali ancora poco esplorati, secondo il presidente, può contribuire a ridurre la dipendenza dai mercati tradizionali.
Vini dealcolati, biologico e territorio: le prospettive future
Nel confronto è emerso anche il tema dei vini dealcolati, considerati una possibile opportunità commerciale aggiuntiva. Secondo i rappresentanti del comparto, questi prodotti potrebbero intercettare nuovi consumatori senza sostituire necessariamente il vino tradizionale.
Altro punto centrale è la sostenibilità ambientale. Consorzio e Vinea auspicano la conferma degli strumenti a favore dell’agricoltura biologica, già particolarmente diffusa nel territorio piceno, insieme a politiche che aiutino le aziende ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Capecci ha ricordato che investire nelle denominazioni significa sostenere anche le comunità nelle quali il vino viene prodotto. Viabilità, cura del paesaggio e tutela ambientale diventano quindi componenti della stessa strategia di valorizzazione.
L’assessore Rossi ha ascoltato le richieste dei viticoltori e si è impegnato a valutarne una rapida attuazione. Alcuni provvedimenti, in particolare quelli di competenza ministeriale, dovranno però essere condivisi con le altre Regioni, che non avrebbero ancora espresso una posizione uniforme sulla distillazione di sostegno.









