La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi con una nuova serie di attacchi che hanno colpito sia infrastrutture strategiche sia obiettivi civili.
Nelle ultime ore un attacco con droni attribuito alle forze ucraine ha colpito un autobus diretto dalla Russia alla Crimea provocando almeno otto morti e numerosi feriti. Parallelamente Kiev ha rivendicato operazioni contro infrastrutture energetiche e militari nella regione di San Pietroburgo.
Attacco contro un autobus: otto vittime
Secondo le autorità della regione di Donetsk controllata da Mosca, il mezzo stava viaggiando da Mosca verso Simferopol, in Crimea.
L’attacco sarebbe avvenuto nei pressi di Yenakiyevo.
Il bilancio iniziale parlava di sette vittime, ma successivamente le autorità locali hanno confermato la morte di otto persone.
Almeno dieci passeggeri sono rimasti feriti e sono stati trasportati negli ospedali della zona.
Mosca ha aperto un’inchiesta per terrorismo.
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Raid ucraino su San Pietroburgo
Nella stessa giornata droni ucraini hanno colpito un terminal petrolifero nella regione di San Pietroburgo.
L’attacco ha provocato un incendio all’interno della struttura e ha costretto le autorità a intervenire con squadre di emergenza.
Secondo il governatore della regione di Leningrado, le difese aeree russe avrebbero abbattuto circa cinquanta droni.
L’episodio assume particolare rilevanza perché coincide con l’apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, uno degli eventi più importanti della Federazione Russa.
Colpiti anche il porto di Kronstadt e infrastrutture militari
Lo Stato Maggiore ucraino ha riferito di aver colpito anche navi e infrastrutture nel porto di Kronstadt, vicino a San Pietroburgo.
Tra gli obiettivi segnalati figurerebbero:
- infrastrutture portuali;
- strutture militari;
- impianti strategici collegati alla logistica russa.
Le autorità di Kiev hanno inoltre dichiarato di aver effettuato operazioni contro uno stabilimento missilistico e altri obiettivi nella regione di Mosca.
Voli in ritardo e allerta nella regione
Gli attacchi hanno avuto ripercussioni anche sul traffico aereo.
All’aeroporto internazionale di Pulkovo, a San Pietroburgo, oltre cinquanta voli hanno registrato ritardi a causa delle misure di sicurezza adottate dopo il raid.
La situazione ha generato nuove preoccupazioni sulla vulnerabilità delle infrastrutture russe situate lontano dalla linea del fronte.
Zelensky chiede nuovi Patriot e più sanzioni
Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti ulteriori sistemi missilistici Patriot per rafforzare la difesa aerea del Paese.
Zelensky ha inoltre annunciato che all’interno dell’Unione Europea proseguono i lavori per il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.
Le richieste arrivano dopo i recenti bombardamenti russi su Kiev e Dnipro che, secondo le autorità ucraine, hanno causato almeno 22 vittime.
La reazione del Cremlino
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato gli attacchi contro San Pietroburgo sostenendo che l’operazione militare russa prosegue proprio per prevenire episodi di questo tipo.
Mosca continua a definire le proprie azioni come una risposta alle operazioni ucraine, mentre il conflitto entra in una nuova fase caratterizzata da attacchi sempre più frequenti contro infrastrutture strategiche lontane dal fronte.
La situazione resta estremamente tesa e il rischio di un’ulteriore escalation continua a preoccupare la comunità internazionale.









