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La palestra comunale di atletica pesante ha ospitato l’undicesimo raduno tecnico nazionale di iai-kenjutsu Katayama-ryu. Partecipanti dal Centro-Nord Italia e dalla Svizzera per l’appuntamento organizzato dal Karate Club Ascoli Piceno Isononami.

ASCOLI PICENO – Una tradizione marziale giapponese tramandata nei secoli ha riunito ad Ascoli oltre 50 praticanti, arrivati dal Centro-Nord Italia e dalla Svizzera. Nel fine settimana appena trascorso, la palestra comunale di atletica pesante ha ospitato l’undicesimo raduno tecnico nazionale di scherma giapponese iai-kenjutsu della scuola Katayama-ryu.

A dirigere il lavoro è stato il maestro Yuji Wada, 7° dan, proveniente da Osaka. L’incontro è stato organizzato dall’ASD Karate Club Ascoli Piceno Isononami, con il patrocinio dell’ente di promozione sportiva ENDAS Italia.

Il carattere tecnico del raduno ha posto al centro lo studio della disciplina e il confronto tra praticanti. Un’occasione per approfondire una scuola antica attraverso l’insegnamento diretto di un maestro giapponese.

Durante l’appuntamento è intervenuto anche l’assessore comunale allo Sport Domenico Stallone, che ha portato il benvenuto della città a Wada e si è congratulato con gli organizzatori.

Il raduno conferma inoltre il ruolo di Costantino Brandozzi, responsabile tecnico dell’associazione ascolana e Direttore tecnico nazionale del settore iaido di ENDAS Italia. Una responsabilità che collega l’attività locale al lavoro svolto nell’ambito dell’ente nazionale e alla diffusione della scherma giapponese.

Un incontro di formazione con partecipanti anche dalla Svizzera

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L’undicesima edizione ha portato nello stesso impianto praticanti provenienti da diverse realtà del Centro-Nord Italia, insieme a una rappresentanza svizzera. La partecipazione ha dato al raduno una dimensione di scambio che supera l’ambito cittadino.

La presenza di Yuji Wada ha costituito il riferimento tecnico dell’incontro. Per una disciplina fondata sulla trasmissione degli insegnamenti, la possibilità di lavorare sotto la direzione di un maestro rappresenta un momento di approfondimento del percorso praticato durante l’anno.

L’appuntamento è stato presentato come un raduno tecnico, distinto da una gara. Il resoconto degli organizzatori non riporta classifiche o risultati agonistici: l’attenzione è rivolta alla partecipazione e al lavoro formativo.

L’ASD Karate Club Ascoli Piceno Isononami ha curato l’organizzazione, mentre ENDAS Italia ha patrocinato l’iniziativa. Il rapporto tra società sportiva e settore nazionale contribuisce a collocare l’esperienza ascolana in una rete più ampia.

La visita di Stallone ha aggiunto il saluto istituzionale a una giornata dedicata alla pratica. Il sito del Comune conferma tra le sue competenze quelle relative a sport e impiantistica sportiva. 

Il dato degli oltre 50 partecipanti restituisce la portata dell’incontro, senza richiedere confronti non documentati con le edizioni precedenti. Il raduno ha riunito persone e associazioni attorno a un interesse tecnico condiviso.

Che cos’è il Katayama-ryu iai-kenjutsu

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La Katayama-ryu è presentata dagli organizzatori come una scuola di scherma giapponese risalente al XVI secolo, ancora praticata attraverso la trasmissione dei suoi insegnamenti.

Per comprendere la disciplina è utile distinguere alcuni termini. Il sito della Katayama-ryu Shinbu-no-kai spiega che, in questa scuola, iai e kenjutsu sono considerati parti di un unico sistema.

Le tecniche possono iniziare con la spada già estratta oppure ancora nel fodero. La denominazione iai-kenjutsu richiama proprio il collegamento tra queste condizioni di partenza, anziché una separazione netta tra due pratiche. 

La stessa fonte descrive un allenamento che comprende esercizi in coppia e forme individuali. Sono utilizzati fukuro-shinai, strumenti da pratica in bambù, e bokutō, spade di legno, insieme a un supporto chiamato iaidai per specifiche sequenze tecniche.

Si tratta di caratteristiche generali della scuola: il comunicato sul raduno ascolano non dettaglia quali esercizi siano stati svolti nelle singole sessioni.

Questo contesto aiuta a leggere l’evento come un’attività di studio di una tradizione marziale. Il lavoro riguarda forme e principi tecnici, all’interno di un percorso guidato.

La definizione di “scherma giapponese” rende comprensibile il tema a un pubblico ampio, ma comprende pratiche differenti. Nel caso ascolano, il riferimento specifico è alla Katayama-ryu iai-kenjutsu.

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Brandozzi, ENDAS e il legame tra Ascoli e la scuola giapponese

Un ruolo centrale nell’attività dell’associazione è svolto da Costantino Brandozzi. Il suo incarico nazionale nel settore iaido affianca la responsabilità tecnica all’interno dell’ASD ascolana.

La pagina ufficiale ENDAS dedicata allo iaido lo indica come referente del settore, offrendo un riscontro al collegamento tra il lavoro sul territorio e l’organizzazione nazionale. 

Il rapporto con Wada si inserisce in un percorso di studio precedente al raduno. La biografia pubblicata sul sito Isononami documenta incontri e approfondimenti con il maestro giapponese già a partire dal 2011, dedicati alle tecniche della scuola.

Il sito della Katayama-ryu Shinbu-no-kai elenca inoltre l’Iso no Nami Dojo di Ascoli Piceno tra le realtà della propria organizzazione, accanto a gruppi giapponesi e ad altri dojo italiani ed europei. 

L’undicesimo raduno si colloca quindi in una relazione tecnica costruita nel tempo. La partecipazione di praticanti di più territori permette di condividere questo lavoro e consolidare i contatti tra le associazioni.

Per chi desidera conoscere l’attività ascolana, il riferimento è il sito dell’associazione Isononami. Eventuali corsi, requisiti e modalità di partecipazione devono essere verificati direttamente con la società.

L’incontro appena concluso lascia il risultato di una giornata di formazione: oltre 50 praticanti, un maestro arrivato da Osaka e una rete sportiva impegnata a mantenere viva la tradizione della scuola.

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