Richiamati due lotti di salsa Brezzi Oliviero Tartufi per sospetta presenza di tossina botulinica e uova biologiche per Salmonella. Segnalazioni distinte riguardano sott’oli Ferri per solfiti non dichiarati e tonno Selezione Più per possibile eccesso di istamina.
Salsa tartufata, uova biologiche, conserve vegetali e filetti di tonno surgelati: diversi richiami alimentari richiedono di controllare i prodotti conservati in dispensa, frigorifero e congelatore.
Le segnalazioni riguardano rischi differenti, che non devono essere confusi. Per la salsa tartufata il richiamo è precauzionale e riguarda la sospetta presenza di tossina botulinica. Per le uova biologiche la motivazione è legata alla Salmonella, mentre per alcune conserve vegetali riguarda un allergene non dichiarato.
Il richiamo del tonno è invece collegato alla possibile presenza di istamina oltre i limiti consentiti.
La prima indicazione per i consumatori è verificare denominazione, formato, lotto e scadenza. Il nome del marchio, da solo, non basta a identificare una confezione interessata: i provvedimenti riguardano prodotti e lotti specifici.
Chi trova una corrispondenza deve sospendere il consumo e seguire le istruzioni dell’avviso, rivolgendosi al punto vendita per la restituzione. Un richiamo precauzionale non dimostra, da solo, che si siano verificati casi di malattia tra i consumatori.
Salsa tartufata richiamata per rischio botulino: quali confezioni controllare
La segnalazione riguarda la salsa tartufata Brezzi Oliviero Tartufi, venduta in vasetti di vetro da 500 grammi.
I riferimenti riportati negli avvisi sono i lotti L 596 e L 2586, entrambi con termine minimo di conservazione 31 dicembre 2028. La motivazione è la sospetta presenza di tossina botulinica. Il richiamo è indicato come precauzionale.
Chi possiede uno dei vasetti interessati deve evitare di consumarlo e restituirlo al negozio. Non è opportuno assaggiarlo per verificare se sia commestibile: l’indicazione di non consumo riguarda proprio la sicurezza del prodotto.
Il botulismo alimentare è una malattia rara ma grave, provocata dall’ingestione di tossine botuliniche presenti negli alimenti. Secondo l’Istituto superiore di sanità, può manifestarsi con disturbi della vista, difficoltà a parlare o deglutire e debolezza muscolare; nelle forme più gravi può compromettere la respirazione.
Se dopo il consumo compaiono difficoltà visive, di deglutizione o respiratorie, serve una valutazione medica urgente, indicando quale alimento è stato mangiato e quando. La confezione e i riferimenti del lotto possono aiutare a ricostruire l’esposizione.
La segnalazione riguarda i due lotti identificati e non consente di estendere automaticamente il rischio a tutta la produzione del marchio.
Uova biologiche e Salmonella: il lotto SìEssenziale e i prodotti Olivero
Il secondo gruppo di avvisi riguarda uova biologiche prodotte dall’azienda Olivero Claudio, commercializzate anche con un altro marchio.
Per SìEssenziale, il riferimento è la confezione da dieci uova, lotto 1A081026, con scadenza 5 novembre 2026.
Per le uova Olivero, vendute sfuse oppure in confezioni da quattro e sei, sono segnalati 17 lotti, con scadenze comprese tra 26 ottobre e 11 novembre 2026. Le informazioni diffuse sul richiamo indicano l’allevamento 128CN019 e codici di lotto che iniziano con 1A. La segnalazione è collegata a controlli interni che hanno rilevato Salmonella typhimurium.
L’intervallo delle scadenze aiuta a individuare le confezioni da controllare, ma non sostituisce il confronto con l’elenco completo dei lotti. Chi ha acquistato uova sfuse, o non dispone più dell’imballaggio, può chiedere al rivenditore di verificarne la provenienza.
Anche per questi prodotti l’indicazione è non consumare le uova richiamate e riportarle al punto vendita. Non bisogna considerare la cottura come un’alternativa alle istruzioni di restituzione previste dal richiamo.
Per consultare gli avvisi e gli eventuali aggiornamenti resta disponibile la sezione del Ministero della Salute dedicata ai richiami alimentari.
Sott’oli Ferri e tonno Selezione Più: due problemi diversi
Per le conserve Ferri – La Favola Antica, la motivazione segnalata è la presenza di solfiti non dichiarati in un ingrediente, l’aceto di vino. Non si tratta quindi dello stesso rischio contestato alla salsa tartufata.
Tra le referenze indicate figurano:
| Prodotto | Formato | Lotto | Termine minimo di conservazione |
|---|---|---|---|
| Fagiolini sott’olio | 250 g | 01/07/26 | 28/01/2028 |
| Funghi champignon sott’olio | 300 g | 15/07/26 | 28/01/2028 |
| Carciofini sott’olio | 250 e 900 g | 08/07/26 | 28/01/2028 |
| Asparagi conditi sott’olio | 350 g | 20/05/26 | 28/11/2027 |
| Funghi misti sott’olio | 300 g | 17/07/26 | 28/01/2028 |
Questi riferimenti identificano le confezioni segnalate negli avvisi consultati.
Il richiamo dei filetti di tonno surgelati Selezione Più, venduti da IN’s Mercato, riguarda invece confezioni da 250 grammi, lotto 14714720726, con termine minimo di conservazione 31 dicembre 2027.
La catena indica come motivo la possibile presenza di istamina in quantità superiore ai limiti di legge e invita a non consumare il prodotto e restituirlo per sostituzione o rimborso. Il provvedimento interessa esclusivamente il lotto specificato.
Per tutti i richiami, conservare l’etichetta e confrontare i codici evita di confondere confezioni simili: è il lotto, insieme agli altri riferimenti dell’avviso, a individuare il prodotto da restituire.
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