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A giugno 2026 le aziende guidate da donne sono 30.758, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Andamenti diversi nelle cinque province. A Civitanova Marche attese circa cento imprenditrici e dirigenti per il meeting nazionale CNA Impresa Donna.

ANCONA – Nelle Marche sono 30.758 le imprese femminili, una presenza distribuita in tutte le province che nell’ultimo anno ha registrato una sostanziale stabilità. Rispetto alle 30.801 attività del giugno 2025, il dato di giugno 2026 evidenzia una diminuzione di 43 imprese, pari a circa lo 0,1%.

È il quadro elaborato da CNA Marche in occasione del meeting nazionale di CNA Impresa Donna, ospitato a Civitanova Marche. L’appuntamento, intitolato “La CNA che vorrei. Donne che immaginano, progettano e realizzano il domani”, riunirà per tre giorni circa cento imprenditrici e dirigenti dell’associazione provenienti da tutta Italia.

Al centro del confronto ci saranno il futuro dell’impresa femminile, gli strumenti per sostenerne lo sviluppo e il ruolo delle donne nella rappresentanza.

Il dato regionale nasconde però differenze territoriali: Ascoli Piceno e Macerata crescono, mentre Ancona, Pesaro e Urbino e Fermo registrano una flessione. Una dinamica che CNA considera un richiamo alla necessità di politiche capaci di accompagnare sia la nascita sia il consolidamento delle attività.

Imprese guidate da donne: i numeri nelle cinque province

La provincia con il maggior numero di imprese femminili è Ancona, con 8.028 attività, pari al 26,1% del totale regionale. Seguono Macerata, con 7.382 imprese e una quota del 24%, e Pesaro e Urbino, con 6.804 aziende, corrispondenti al 22,1%.

Completano il quadro Ascoli Piceno, con 4.466 imprese, e Fermo, con 4.078.

Il confronto con giugno 2025 restituisce questa distribuzione:

Provincia Imprese femminili a giugno 2026 Variazione annua
Ancona 8.028 −49
Macerata 7.382 +18
Pesaro e Urbino 6.804 −28
Ascoli Piceno 4.466 +26
Fermo 4.078 −10
Marche 30.758 −43

Ascoli Piceno registra l’aumento più consistente, con 26 attività in più e una crescita dello 0,6%. Macerata guadagna invece 18 imprese, pari a un incremento dello 0,2%.

Le tre province in flessione perdono complessivamente 87 attività, a fronte delle 44 in più registrate negli altri due territori.

Queste variazioni descrivono l’andamento del numero delle imprese. Non consentono, da sole, di misurare fatturato, occupazione o redditività: indicano però dove la presenza imprenditoriale femminile si sta ampliando e dove si è ridotta nel periodo considerato.

Credito, formazione e conciliazione: le priorità indicate da CNA

Per Daniela Zepponi, presidente di CNA Impresa Donna Marche, i numeri devono essere letti insieme al lavoro svolto quotidianamente dalle imprenditrici.

«Dietro questi numeri ci sono migliaia di donne che ogni giorno creano occupazione, innovazione e valore per le loro comunità», sottolinea.

La sostanziale stabilità dell’ultimo anno, secondo Zepponi, rende necessario rafforzare gli strumenti a disposizione delle attività. Le priorità indicate sono accesso al credito, semplificazione, formazione, innovazione e conciliazione tra lavoro e vita familiare.

Sono ambiti che riguardano fasi differenti del percorso imprenditoriale: dall’avvio di un’attività alla sua organizzazione, fino alla possibilità di investire e affrontare nuovi mercati.

«Servono nuove politiche e strumenti più efficaci per favorire la nascita e il consolidamento delle imprese femminili», afferma la presidente regionale.

L’attenzione di CNA non si concentra quindi soltanto sull’apertura di nuove aziende. Il consolidamento delle imprese esistenti è parte della stessa sfida: mantenere competenze, rendere sostenibile l’organizzazione del lavoro e creare condizioni favorevoli agli investimenti.

Il meeting nazionale offrirà uno spazio nel quale mettere a confronto esperienze e proposte. L’obiettivo annunciato è costruire una visione condivisa sul futuro dell’imprenditoria femminile e sul contributo che l’associazione può offrire.

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A Civitanova tre giorni sul futuro dell’impresa e della rappresentanza

L’appuntamento di Civitanova Marche, articolato da venerdì a domenica, porterà nella regione circa cento partecipanti tra imprenditrici e dirigenti CNA.

Il titolo “La CNA che vorrei” richiama anche una riflessione interna alla rappresentanza: quale associazione costruire e come valorizzare il contributo delle donne nelle scelte che riguardano il mondo produttivo.

Lucia Pistelli, direttrice di CNA Macerata, evidenzia il significato della scelta del territorio come sede nazionale dell’incontro. Il confronto si svolge nel 2026, a ottant’anni dal primo voto delle donne italiane, anniversario richiamato dagli organizzatori per collegare partecipazione economica e cittadinanza.

La domanda proposta da Pistelli riguarda il futuro da costruire «come imprenditrici, cittadine e rappresentanti del mondo produttivo».

Per tre giorni il confronto si concentrerà dunque sulle sfide delle aziende e sul ruolo delle donne nella crescita economica, nell’innovazione e nella vita delle comunità.

Il quadro marchigiano sarà il punto di partenza: oltre trentamila attività, due province in crescita e una lieve contrazione regionale. Da questi dati CNA intende muovere per individuare proposte che aiutino le imprese femminili a svilupparsi e a rafforzare la propria presenza nei territori.

 

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