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Nel terzo trimestre 2026 il tasso regionale si ferma allo 0,17%, sotto la media italiana dello 0,32%. Crescono soprattutto le società di capitali, mentre commercio, agricoltura e manifattura mostrano segnali di difficoltà.

Il sistema imprenditoriale delle Marche chiude il terzo trimestre 2026 con 251 imprese in più. Tra luglio e settembre si registrano 1.425 iscrizioni al Registro delle imprese, a fronte di 1.174 cessazioni considerate nel calcolo del saldo. Il tasso di crescita regionale raggiunge così il +0,17%, mantenendosi positivo ma inferiore alla media nazionale del +0,32%.

È il quadro restituito da Movimprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. L’analisi trimestrale, condotta da InfoCamere per conto di Unioncamere sugli archivi camerali, misura la dinamica delle iscrizioni e delle cessazioni delle imprese. 

Il risultato segue il +0,51% del secondo trimestre, dopo un’apertura d’anno negativa, pari al -0,26%. La crescita prosegue quindi per il secondo trimestre consecutivo, pur con un ritmo più contenuto rispetto alla primavera.

Dietro il dato complessivo emergono differenze significative. Ascoli Piceno registra il tasso di crescita provinciale più elevato, mentre Fermo è l’unico territorio con un saldo negativo. Sul piano settoriale avanzano alloggio e ristorazione, costruzioni e attività immobiliari.

Al 30 settembre 2026, nelle Marche risultano complessivamente 145.704 imprese registrate, delle quali 131.128 attive: due grandezze distinte, da considerare separatamente nella lettura dell’andamento economico.

Ascoli Piceno al primo posto per crescita, quattro province in positivo

La dinamica territoriale mostra un saldo favorevole in quattro province su cinque. Il risultato migliore, sia per numero di imprese aggiuntive sia per tasso di crescita, appartiene ad Ascoli Piceno, con 88 attività in più e un incremento dello 0,41%.

Seguono Pesaro e Urbino, con un saldo di 81 imprese, e Macerata, con 77. Più contenuto il movimento di Ancona, mentre il Fermano presenta un arretramento.

Provincia Saldo del terzo trimestre 2026 Tasso di crescita
Ascoli Piceno +88 +0,41%
Pesaro e Urbino +81 +0,24%
Macerata +77 +0,23%
Ancona +25 +0,07%
Fermo -20 -0,11%
Marche +251 +0,17%

La diversa intensità della crescita suggerisce di leggere il dato regionale insieme alle specificità locali. Il saldo positivo delle Marche non descrive, infatti, un’espansione uniforme dell’intero territorio.

Per il Piceno, il trimestre restituisce una capacità di incremento della base imprenditoriale superiore alla media regionale. Nel Fermano, invece, le cessazioni superano le iscrizioni considerate nell’elaborazione.

Questi numeri misurano la demografia delle imprese. Per valutare la solidità della crescita occorre affiancarli ad altri indicatori, come occupazione, investimenti e andamento dell’attività: una nuova iscrizione non permette, da sola, di conoscere dimensioni, fatturato o prospettive dell’impresa.

Turismo, costruzioni e immobiliari trainano gli incrementi

Sul piano settoriale, l’aumento più consistente riguarda i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più. Seguono le costruzioni, a +65, e le attività immobiliari, a +62.

Risultati positivi arrivano anche dalle attività professionali, scientifiche e tecniche, che crescono di 49 unità, e dalle attività finanziarie e assicurative, con 48 imprese aggiuntive.

L’approfondimento camerale segnala inoltre incrementi negli altri servizi, nelle attività amministrative e di supporto, nei comparti artistici e sportivi e nei servizi informatici. È una distribuzione che evidenzia il contributo di diverse attività terziarie.

Di segno opposto il dato di alcuni comparti tradizionali: il commercio perde 13 imprese, l’agricoltura, silvicoltura e pesca 12, mentre le attività manifatturiere arretrano di 5 unità.

Le variazioni richiedono attenzione anche quando sono numericamente contenute, perché interessano componenti importanti del tessuto produttivo marchigiano. Il rapporto, tuttavia, non consente di attribuire automaticamente ogni diminuzione a una singola causa.

La crescita risulta particolarmente marcata per le società di capitali, che registrano un saldo positivo di 330 imprese e un tasso dello 0,73%, in linea con il dato nazionale.

Il loro incremento supera il saldo complessivo regionale: ciò significa che il contributo favorevole di questa forma giuridica viene parzialmente compensato dall’andamento delle altre forme considerate nell’indagine.

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Sabatini: sostegno a mercati esteri, digitale e sostenibilità

«Il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori», osserva Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche.

Per il presidente, le variazioni negative dei comparti tradizionali richiedono attenzione. La risposta indicata dall’ente passa dal sostegno alla competitività, attraverso incontri B2B, iniziative di internazionalizzazione, digitalizzazione e sviluppo sostenibile.

L’obiettivo è accompagnare le imprese nei cambiamenti del mercato, mettendo a disposizione strumenti utili per consolidare l’attività e individuare nuove occasioni di crescita.

Il saldo del trimestre offre quindi un segnale favorevole, da valutare insieme alla distanza dalla media italiana: le Marche crescono dello 0,17%, contro lo 0,32% nazionale.

Anche il rallentamento rispetto al secondo trimestre va interpretato tenendo conto della diversa collocazione nel calendario, senza trasformare il confronto in una previsione automatica sui mesi successivi.

Il prossimo aggiornamento permetterà di osservare come si chiuderà il 2026 e se la crescita continuerà a concentrarsi nelle società di capitali e nei servizi. Resterà centrale anche l’evoluzione dei comparti in arretramento e del Fermano, per capire quanto il recupero della base imprenditoriale riesca a coinvolgere l’intera regione.

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